Vasco Rossi – Non Stop Live 2018

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di Giancarlo Messina

a 20vas162130030A dicembre, quando gli abbiamo consegnato il nostro Best Show 2017, un felicissimo Vasco Rossi ci ha rivelato che ormai, dopo la stratosferica esperienza di Modena Park, avrebbe cantato solo per diletto suo e dei suoi fan.
E certo Vasco ha bisogno del contatto col suo pubblico almeno quanto il pubblico ha bisogno di lui, visto che a meno di un anno di distanza rieccolo sul palco degli stadi di sei città italiane, per dieci concerti ovviamente sold out.
Non potevamo certo mancare, sia perché come sempre c’è molto da raccontare a livello tecnico, sia perché eravamo curiosi di vedere cosa sarebbe stato del “dopo Modena Park”, un precedente importante quanto ingombrante.
Anticipiamo subito che le cose sono andate magnificamente.
Per prima cosa c’è da segnalare che la titolarità della produzione ritorna a Live Nation Italia, così Zuffi, Genovesi, Palestri & co. possono continuare a svolgere le loro mansioni, anche modenesi, ma questa volta sotto l’egida, e col supporto, dell’azienda per la quale lavorano. Infatti un comunicato ufficiale sui social dell’artista ha spiegato ai fan che, affidata la distribuzione dei biglietti – pietra dello scandalo mediatico – ad altra azienda (Vivaticket di Best Union, come per Modena) Vasco vuole lavorare per la produzione dello show con i professionisti di Live Nation Italia, come da oltre vent’anni a questa parte. Non fa un piega.
A parte i cambiamenti voluti o dovuti all’interno della band, nella crew dei creativi non ci sono novità: Giò Forma per il palco, Giovanni Pinna per le luci, Pepsy Romanov alla regia video, Andrea Corsellini per l’audio.
Confermata la presenza delle italiane BOTW per le luci e Agorà per l’audio, con risultati solidissimi.
Il concept dello show riprende in effetti quello di Modena, quindi non si è scelto per un taglio netto ma per la continuità. L’allestimento infatti è concettualmente simile, con l’unica differenza che le movimentazioni degli schermi LED avvengono verticalmente e non orizzontalmente. Per il resto tanto tanto video – cosa molto moderna, a detta di alcuni anche troppo – quantità industriale di luci di ogni genere, laser, fuochi e ogni ben di Dio; certamente senza lesinare per stupire ed entusiasmare i fan, sempre più ubriachi di Vasco.
C’è da dire che, come a Modena Park, lo spettacolo luci è ottimamente coordinato con il video, in un unicum che prima un po’ mancava; Giovanni Pinna è come il vino buono che migliora invecchiando, visto che riesce a creare sempre più spettacoli luci di grande energia ma anche di grande eleganza, cioè senza mai sbragare nello stile detto in gergo “pizzeria bella Napoli”, rischio sempre in agguato quando si ha in mano un armamentario come quello. Da segnalare l’uso del sistema di puntamento BlackTrax, di grande efficacia anche in un ambiente così vasto: un mezzo tecnologico che trasforma e arricchisce anche l’aspetto creativo.
Per la parte audio... diciamo solo che alla distanza della regia, 56 metri, vedevamo muoversi i nostri pantaloni ad ogni colpo di cassa. Un audio insomma potentissimo, ma anche di qualità e sempre ben controllato, reso ancora più di impatto dai suoni aggressivi dei nuovi arrangiamenti quasi in stile Rammstein... forse a volte poco coerenti con le melodie di alcuni brani, ma davvero di grande efficacia emozionale.
Il K1 di L-Acoustics e il service Agorà dimostrano di non temere confronti con alcuna realtà al mondo in termini di qualità e risultati, e Corsellini si conferma un grandissimo professionista, con un audio impeccabile e la voce dell’artista sempre perfetta, lavorata con qualche spicchio di compressione in più o in meno all’occorrenza. In mezzo a questa sviolinata – però del tutto aderente alla realtà – cerchiamo anche qualche difetto, altrimenti Corsellini, da fiorentinaccio DOC qual è, si esalta troppo: il suono dei due pianoforti nel break acustico ci è piaciuto pochino, era forse perfino un po’ distorto... non sappiamo perché o per come o se quello fosse il suono voluto, ma bello non ci sembrava. Insomma un piccolo neo che rende più umano questo mix davvero esaltante per potenza, qualità e gusto, che rientra di diritto nella top ten assoluta del nostro tabellino personale.

E poi il signor Rossi Vasco: in grandissima forma! Ottima emissione, concentrazione, voglia di divertirsi e divertire... ah già... infatti dopo Modena Park... “...andare in giro per concerti è solo per piacere personale... mio e dei miei fan...”.
Diceva il vero.

 
Roberto De Luca, Presidente di Live Nation Italia.

Roberto De Luca – Presidente di Live Nation Italia

“Non tutti sanno – racconta Roberto – che l’evento di Modena Park è nato da una mia idea, proposta a Vasco nel 2016: lavoriamo insieme da 21 anni, ed è quindi naturale che la nostra collaborazione continui.
“Ci siamo chiesti come riportare e mantenere il concept di Modena ‘riducendolo’ per gli stadi. Abbiamo così puntato sull’elemento video, sostituendo i carri ponte, che in tour erano inutilizzabili, con degli schermi verticali motorizzati, che mantengono comunque la grandezza della scena.
“La scelta di fare soltanto dieci date è stata ovviamente presa insieme al management, scegliendo alcune città ed escludendone altre nelle quali ci siamo ripromessi di tornare in seguito.
“Abbiamo confermato – continua Roberto – la collaborazione col service audio Agorà, dopo i tanti anni con gli svizzeri di Audio Rent. Quando abbiamo cominciato, in Italia non eravamo ancora all’altezza di certe situazioni. Adesso le cose sono cambiate e la tecnologia è cambiata; ad esempio l’impianto di cui dispone adesso Agorà è più adatto alla musica di Vasco, lo definirei più preciso. D’altra parte collaboro da sempre con questa realtà italiana su altre produzioni ed ho sempre avuto un ottimo rapporto. Non c’è alcuna differenza di costo o di professionalità, si tratta di aziende al massimo livello. Oggi Agorà ha quello che cerchiamo per questa produzione.
“Siamo molto felici – continua Roberto – abbiamo organizzato dieci spettacoli completamente sold out, una grandissima soddisfazione anche per i rapporti con l’artista ed il management con cui c’è sempre un’ottima intesa. Vasco è Vasco, c’è poco da fare, è sempre il numero uno assoluto. Anche in questo giro credo abbia raggiunto i 455.000 spettatori in dieci date, una cosa eccezionale, pochi al mondo possono vantare numeri del genere.
“Un tour molto intenso per noi, ma soprattutto reso faticoso dalla tanta acqua presa che, nonostante il doppio palco, ha complicato non poco le cose.
“Zuffi, Genovese e tutto il team – aggiunge Roberto – hanno fatto un grandissimo lavoro: avevamo quasi 200 persone in tour, tanto che frequentare il catering mi metteva ansia per la folla presente. La sicurezza ci aiutato molto, così come il team di Vasco... ormai siamo una grande famiglia”.

 
Riccardo Genovese, direttore di produzione.

Riccardo Genovese – Direttore di produzione

“Un tour caratterizzato dall’acqua – ci dice Riccardo – da Lignano in giù ne è caduta tanta: Padova, Torino, Roma, Bari, Messina... diciamo ‘tour bagnato tour fortunato’!
“Come se non ci fosse già abbastanza da fare con i 23 bilici di produzione e i tempi che sono diventati sempre più brevi! Fra guida, montaggio e riposo obbligatorio le tempistiche sono state molto serrate, non c’è insomma stato il giorno di off che consente di riposarsi totalmente.
“Le squadre al lavoro sono le stesse di sempre: è una nostra richiesta precisa, vogliamo lavorare sempre con le stesse persone, perché conosciamo le reciproche esigenze, e potersi fidare dei tecnici ti assicuro che è una cosa di fondamentale importanza.
“Danilo Zuffi è il direttore del progetto – spiega Riccardo – io dirigo la produzione, ma anche all’interno di Live Nation le persone che seguono questo artista sono sempre le stesse.
“L’unico team nuovo in tour, limitatamente a questo artista, era quello di Agorà, ma li conosciamo bene e sapevamo che non ci sarebbero stati problemi: hanno avuto una cura maniacale di ogni dettaglio, mettendo in campo una delle loro squadre migliori, potenziata per di più da tecnici del produttore degli impianti di amplificazione, francese. I risultati sono stati strepitosi. Certo i tecnici di Audio Rent erano diventati nostri amici, e mi dispiace dal punto di vista umano non siano con noi, ma davvero non abbiamo avuto niente da rimpiangere.
“Con il service luci – continua Riccardo – prosegue invece una collaborazione decennale, storica: anche qui vogliamo sempre le stesse persone che consideriamo trainanti per il successo dello show. Anche gli uomini di PRG sono stati dichiaratamente entusiasti della collaborazione con loro.
“Le automazioni, i pod centrali, i blocchi laterali... abbiamo creato un’energia importante sul palco, e poi abbiamo un artista che è davvero un trascinatore: infonde entusiasmo a tutti, ha una personalità incredibile, arriva e saluta tutti con grande gioia e tranquillità, noi tutti diventiamo suoi fan.
“Dal punto di vista musicale credo che Vince, seguendo la strada intrapresa da Guido Elmi, abbia rimodulato il sound della band, con splendidi risultati, molto apprezzati dal pubblico e da Vasco stesso che si è divertito parecchio.
“Ci sono stati diversi cambiamenti nella band – aggiunge Riccardo – ma senza alcuno scompenso organizzativo, perché è comunque una band di professionisti molto seri. Poi, all’ultima data a Messina, è tornato anche il Gallo, piacevolmente molto in forma: è salito sul palco per salutare il pubblico, suonando insieme a Torresani. Siamo stati tutti molto felici”.

 
Diego Spagnoli, stage manager.

Diego Spagnoli – Stage manager

“Adesso che non c’è più Guido Elmi le cose sono un po’ cambiate – ci dice Diego – Vince ha preso in mano la direzione della band; io magari do qualche consiglio in più, ma mi sento in una condizione piuttosto strana, perché sono il più vecchio e ho visto tutto quello che è successo nella storia di Vasco, di cui questo momento segna una nuova fase. Io sarei legato a certe tradizioni, a una certa atmosfera... e certo adesso è cambiato tanto; ma la cosa veramente importante è che il pubblico sia felice, che si lavori tutti per un grande show, e questo è quello che avviene. Quindi sono molto contento. Sono sentimentalmente legato a persone come il Gallo, e mi dispiace che non ci sia, ma c’è un degno sostituto e quindi va bene così.
“La nuova venue scelta per le prove è stata un po’ difficile da gestire – racconta Diego – ma lo sapevamo. Vasco ha avuto l’idea della discoteca a Rimini e subito tutti si sono messi a cercare la soluzione disponibile più adatta. Alla fine abbiamo trovato il Rock Island, mitico locale sul mare, che ha un grande fascino: abbiamo capito che si poteva gestire anche dall’assalto dei pellegrini che vanno a vedere il Santo! Mi riferisco ovviamente all’assalto dei fan, una cosa che fa piacere a tutti ma che si deve poter gestire nel migliore dei modi. Siamo stati bene, anche se la venue ha alcuni difetti ed i tecnici che lavorano con Vasco sono un po’ viziati, bisogna sapersi adattare. Qualcuno ha rimpianto Castellaneta, ma quando siamo arrivati a Castellaneta per la prima volta, anche lì me ne hanno dette di tutti i colori. Insomma... direi che in confronto a chi fa tre giorni di prove le nostre due settimane sul mare sono state un lusso non indifferente.
“Sul coordinamento logistico della band – continua Diego – ho forse avuto un ruolo maggiore rispetto al passato, perché caratterialmente ho un’attitudine a mantenere degli equilibri, degli aspetti organizzativi, ma alla fine è quello che deve essere, cioè un lavoro di squadra. Sono molto soddisfatto del reparto tecnico, e anche l’esperienza con Agorà è positiva: trovato e capito il metodo di lavoro reciproco, anche sui dettagli, ci siamo intesi bene.
“Anche lo spettacolo visivo è bellissimo: il video oggi è diventato parte integrante dello spettacolo, mentre prima c’era solo l’I-Mag. Così anche le luci si sono dovute sintonizzare perfettamente e ne ha guadagnato l’intero show. A volte non è stato facile, ma ti posso garantire che abbiamo raggiunto un’ottima intesa, nessuno lavora per sé, c’è un grande senso di squadra: la seconda data di Roma per me è stata strabiliante e quasi perfetta.
“Cos’è cambiato dopo Modena? Tutto, perché tutti hanno oramai quel riferimento, ma io vorrei che ci si dimenticasse di Modena, che è stata un’esperienza strepitosa ed irripetibile e che come tale bisogna dimenticare. Non può essere il riferimento. Bisogna proiettarsi nel futuro, guardare avanti. Io, nel mio piccolo, per timore che ci fosse un riferimento a Modena, ho organizzato un palco come Vasco non ha mai avuto, quindi con la batteria laterale, il corridoio posteriore, un’impostazione di palco totalmente diversa. Certo il concept dello show è però lo stesso di Modena, ma non sono io a scegliere queste cose. Non chiedermi nemmeno perché facciamo soltanto 10 date: lo devi chiedere a chi organizza e si intende di soldi. Fosse per me, farei davvero un tour Non Stop Live”.

 
Da sx: Marco Bartolini, titolare di RM Multimedia e Giovanni Pinna, lighting designer.

Giovanni Pinna – Lighting designer

“La base di questo show – spiega Giovanni – è la continuità con Modena Park, perché questa è stata l’indicazione del management; quindi torri laterali e pod. Non si poteva chiaramente avere il video con movimentazioni orizzontali, così le abbiamo fatte in verticale, ma il concetto è rimasto molto simile.
“Le automazioni sono fondamentali, perché è tutto basato su esse. I satelliti sopra il palco centrale si muovono e creano diverse forme, mentre gli schermi laterali si aprono e svelano i moltissimi punti luce piazzati dietro, compresi molti laser.
“Anche il materiale usato – continua Giovanni – è in linea con il concerto di Modena Park: poche tipologie ma molti esemplari, quindi molto di poco. Infatti c’è uno solo tipo di spot, il Robe MegaPointe, con ben 135 unità. Stessa cosa per i wash, con 155 Robe Spiider. Il floor è composto di 60 LEDBeam 150, sempre Robe, i nuovi modelli con lo zoom; poi ho 50 Sharpy e 50 Sharpy Wash 330 di Claypaky. 
“A completare il parco luci c’è una tonnellata di SGM P5 e Q7 (80 per ogni modello), sistemati in modo alternato: i P5 spingono di più e fanno principalmente il pubblico, mentre i Q7 li uso principalmente per i musicisti e il palco.
“Anche gli accecatori sono gli stessi che abbiamo usato a Modena, i BL-200 ACME a LED, dimmerabili e disposti a rombo. Giancarlo Campora, del service luci BOTW, ha realizzato delle staffe speciali per questi prodotti, come pure i telai per i LED che abbiamo dovuto ridisegnare dopo Modena, perché ovviamente qui il palco è di dimensioni più contenute. 
“Altra differenza – spiega Giovanni – è che qui ho un tetto, perciò ho anche tanto frontale: ci sono cinque americane incastrate in mezzo ai binari che sono utilissime e preziosissime perché mi consentono frontali su tutta la band. 

 “E poi c’è la novità del sistema di tracking che utilizzo con Vasco per la prima volta, con BlackTrax, una tecnologia che stiamo migliorando di giorno in giorno. Poiché usare i followspot in un concerto di Vasco è sempre molto complicato, ho pensato che adottare BlackTrax potesse essere una soluzione intelligente, ma con un palco così grosso non è stata cosa facile. Abbiamo dovuto usare più camere di quante se ne userebbero su un normale palco quadrato, ed alcune abbiamo dovuto portarle fuori a quattro metri di altezza, poiché non bastava avere le canoniche tre davanti, tre dietro e due di lato. Inoltre davanti c’è anche la passerella.
“Il sistema funziona in maniera spettacolare – dice Giovanni – l’unica cosa su cui c’è da lavorare è forse la facilità di indossare l’oggetto, ancora un po’ ingombrante: ad esempio Vasco lo ha voluto solo sulla giacca. Bisognerebbe ridurre le dimensioni degli stringer – i sensori – ridurre la sezione dei cavi… tante piccole cose che potrebbero migliorarlo.
“C’è da dire, però, che abbiamo avuto un supporto fenomenale da RM Multimedia che distribuisce il prodotto, tanto che lo specialista Marco Di Febo è proprio in tournée con noi solo per questo, ed è stato bravissimo. Come dicevo, è veramente un sistema bellissimo, non solo preciso ma anche facilissimo da integrare nella programmazione delle luci. Dopo aver capito bene come impostarlo, ho dedicato una pagina della console al BlackTrax, con i gruppi, i ‘libri’ ed i ‘capitoli’.
“All’inizio della programmazione di un pezzo – spiega Giovanni – assegno i fari che voglio ad un certo sensore. In teoria posso assegnare qualsiasi motorizzato a chiunque sul palco sia dotato di un sensore. Questo è il punto di partenza. Poi, chiaramente, per poter facilitare il lavoro di tutti si limita numericamente la quantità di proiettori assegnati. Così ho scelto una trentina di fari da dedicare al BlackTrax, che posso però liberamente assegnare in diversi gruppi e a diversi sensori. Se, per esempio, ho sei proiettori in fila, ne dedico due al chitarrista a destra, due al basso che sta più centrale e due al chitarrista a sinistra, così ottengo anche un disegno bilanciato e li posso fare incrociare. La questione è molto semplice: in ogni brano decido quali proiettori userò, ma volendo posso anche cambiarli; poi con i cue posso togliere quei sei proiettori da tutti e dedicarne altri dodici a Stef per l’assolo, per poi tornare alla situazione precedente. Basta avere le idee chiare su cosa si vuol fare. 
“Il sistema è fantastico – afferma Giovanni – perché non ho neanche più le chiamate ai seguipersona, dato che non ho più followspot sul palco; ne ho solo uno dedicato a Vasco, ma perché lui non vuole portare il sensore sulla maglietta, in quanto gli danno fastidio i cavi. Insomma il sistema è una figata, e puoi anche far fare ai proiettori qualsiasi cosa: colori, gobo, strobo... Ci sono momenti fantastici qui, come quando Vasco fa il set acustico in passerella e i sei MegaPointe gli fanno da controluce. Sono effetti che non siamo abituati a vedere e che non si possono realizzare usando seguipersona classici.
“Non vedo l’ora di usarlo in uno spettacolo al chiuso o in un teatro, dove può essere sfruttato ancora di più. Inoltre la precisione è pazzesca, anche su un palco come il nostro che ha altezze e misure enormi. Ha funzionato perfettamente anche quando Vasco è andato fuori sul laterale. 
“Completano gli effetti i fuochi veri di Parente, molto fortemente voluti da me e approvati dall’artista. Era una vita che non li avevamo. Anche quelli li sto migliorando con l’andamento del tour, perché mi sono accorto che stavo consumando poco carburante! Ovviamente sono a controllo DMX. 
“La mia console – continua Giovanni – è sempre una grandMA2 Full Size con una Light di backup. Poi ci sono altre due Light per i server d3 in regia, gestiti da Marco Piva.
“I collaboratori sono Marco, Nicholas, il perenne Fabrizio Moggio di BOTW, senza il quale tutto ciò sarebbe impossibile: è El Capitano assoluto. I ragazzi stanno proprio dando il sangue, nessuno ha un day off in questo tour, breve ma intenso: finiscono alle 5:00 o alle 6:00 di mattina, prima di dover partire per la data successiva. 
Ovviamente c’è tanto video, anche un po’ troppo per me, e se non avessi Marco Piva in questo spettacolo... sarei morto. C’è una grande sinergia e Marco lavora tantissimo soprattutto sull’intensità degli schermi, controllandola di continuo. Ha programmato un sacco di cose in timecode, anche degli stacchi tra telecamere. Marco ha il controllo di tutto – d3, effetti Notch – tutto passa da lui. In più segue tutte le variazioni fatte in programmazione. 
“Dalla regia delle riprese, viene mandato un program dentro il media server d3, ma tutta la mandata agli schermi viene poi gestita dalla grandMA di Marco. Ha un carico di lavoro enorme. 
“Una cosa che potrebbe sembrare un dettaglio – conclude Giovanni – ma che ho fortemente voluto dopo l’esperienza di Modena è il sistema intercom Riedel, che è costato una fortuna ed è stato difficile da ottenere, ma è davvero fondamentale. Il materiale è di altissima qualità e non abbiamo mai avuto un momento di problemi sulle comunicazioni fra le varie postazioni”. 

 
Andrea Corsellini, sound engineer.

Andrea Corsellini – Sound engineer

“Prove sul mare al Rock Island di Rimini – racconta Andrea – la mattina le console erano ricoperte di sale! Però venue di grande suggestione, noi tutti ospiti al Grand Hotel dove si mangia benissimo... siamo tutti ingrassati! 
“L’umidità ha creato qualche problema, soprattutto per la corista che dopo due giorni aveva perso la voce... però il posto davvero figo, anche col delfino che ogni tanto veniva a trovarci.
“La sala delle prove era un po’ bassa – continua Andrea – a Castellaneta avevamo dimensioni enormi, praticamente le stesse di una situazione reale, e questo ci ha aiutato parecchio anche per Modena Park, perché era già praticamente tutto tarato in modo preciso. In questo caso abbiamo dovuto fare qualche aggiustamento rispetto alle prove.
“Qui mixo con uno stereo molto ridotto, perché sono in regia laterale, e ovviamente mi adatto alle esigenze di scena. Così cerco almeno di spostarmi per sentire anche un po’ dell’altro cluster.
“Rispetto a Modena – spiega Andrea – qui sono cambiati i sub, a Modena c’era un arco fisico, molto adatto in un campo aperto; negli stadi ci sono i rientri, quindi alla fine abbiamo optato per un end-fired.
“Le mie regie sono in mirror: ogni banco ha un solo motore e replica l’altro perfettamente. Usiamo le Andiamo di Direct Out Technologies, convertitori da MADI ad analogico che occupano pochissimo spazio; sommo sempre con il Teknosign, perché per ottenere questa grana musicale è veramente lo strumento più indicato; sto usando per la prima volta su chitarristi e piatti dei microfoni Aston, davvero bellissimi: il modello Origin sugli OH, mentre sulle chitarre di Vince ho gli Starlight a guida laser, condensatori con un suono che insieme al SM57 danno un risultato molto simile all’impiego dei microfoni a nastro in studio, quindi con un grande corpo sotto.
“Al sommatore – aggiunge Andrea – mando vari gruppi e un matrix di batteria formato dai quattro gruppi stereo dello strumento con cassa, rullante, tom, OH. Abbiamo ovviamente calcolato perfettamente ritardi e delay delle macchine per allineare tutto. Qui viene quindi mixato tutto il musicale. Anche per la voce di Vasco, che ha la solita catena a parte, sto usando i pre Teknosign, marchio di cui ho anche le D.I. della nuova linea che trovo ottime”.

 
Pasquale Aumenta, titolare di Italstage.

Pasquale Aumenta – Italstage

“Il palco ha tre copri separati – spiega Pasquale – quello centrale è il palco vero e proprio con copertura con uno spaziale alto due metri, con un portata notevole. Qui abbiamo caricato circa 60 tonnellate solo nella parte del tetto centrale. Il tetto è molto semplice da utilizzare, perché è un sistema modulare, con moduli di 2 m x 2 m, quindi gli operai non devono arrampicarsi, ma possono camminarci all’interno, mentre i rigger sono molto agevolati, con più sicurezza e velocita di installazione. È un sistema integrato creato da ProLyte/Italstage, perché da qualche anno noi di Italstage progettiamo i nostri palchi, poi fatti realizzare da aziende terze. Le parti laterali sono la vera novità: una costruzione effettuata con un acciaio speciale S700 di produzione svedese che è molto più performante e leggero, anche se è un po’ più costoso. Il sistema nasce da una collaborazione fra Italstage e Conset, società veneta che si occupa della progettazione e realizzazione di questi nuovi prodotti. È una struttura lineare, semplice ma molto performante: siamo a 28 metri d’altezza, con carichi nella parte anteriore per circa 20 tonnellate a sbalzo, fuori di circa cinque metri.


“Come zavorra – continua Pasquale – c’è un sistema di vasche ma il peso è molto ben bilanciato e non richiede nemmeno troppo zavorraggio. Noi forniamo tutto il ferro: palco, torri , regie, torri in sala, delay... tutto quello che è sopra il livello del terreno.
“Cerchiamo di migliorare sempre la nostra offerta, senza mai fermarci. Questo significa continui investimenti importanti, perché vogliamo adeguare i nostri prodotti alle caratteristiche di sicurezza, alle novità per gli artisti, al tipo di colore: prima era tutto alluminio chiaro, da tre quattro anni è sempre tutto nero. Il mercato non sempre riconosce questo sforzo, ma noi non possiamo fermarci, il nostro lavoro richiede aggiornamenti continui.
“Il personale per il montaggio – spiega Pasquale – prevede una squadra con otto operatori nostri interni che conoscono bene il materiale, poi la ditta organizzatrice fornisce del personale: a volte gruppi ungheresi, o rumeni, molto bravi, capaci e abituati a questo tipo di lavoro che svolgono in tutto il mondo. Il palco si monta in tre giorni con otto persone di Italstage e circa 25 locali; allo smontaggio lo stesso ma solo in due giorni.
“Il palco viaggia completo con 17/18 TIR: viene smontato qui e rimontato a Bari. Ma c’è anche un altro palco identico pronto per l’altra venue”.

Maxime Menelec – Ottimizzazione PA

“Il disegno del sistema è di Orlando Ghini – precisa Maxime – e prevede K1, K1-SB, KS28, con un main per la band ed un main dedicato solo alla voce. 
“Il main della band è composto di quattro K1-SB, dodici K1 e due K2 downfill. Per il tour, abbiamo quattro K1-SB sopra, con con un preset per ottimizzare la direttività del K1. Il main per la voce è di sedici K1 con due K2 downfill. Poi c’è un array di quattordici K1-SB all’esterno. Chiaramente ci sono frontfill K2, e dei side composti di dieci K1 più due K2. Abbiamo inoltre due linee di ritardo: una con due torri all’altezza della regia con dieci V-DOSC ognuna, e tre – LCR – in fondo al campo con sei V-DOSC ognuna.
“Abbiamo, invece, cambiato un po’ la configurazione dei sub a terra – continua Maxime – con un sistema L/R per i KS28 in modo da avere un’apertura più larga per gli stadi grandi.
“Usiamo meno sub di quando abbiamo cominciato: per me infatti avevamo troppi K1-SB e la risposta all’impulso non veniva sfruttata correttamente. Abbiamo ridotto il numero dei K1-SB per avere più impulso e usare ogni diffusore singolo con più potenza. Ci sono i K1-SB appesi più nove colonne di KS28 (36 unità totali) – disposte in tre file cardioidi end-fired – per lato.
“Su ogni lato, le due file esterne di KS28 si aprono fisicamente verso le gradinate. Il disegno creato da Orlando usava i sub arcuati, che era perfetto per gli stadi più piccoli, ma per Roma e gli stadi più grandi dovevamo mandare più basse ai lati, alle gradinate. Per questo abbiamo fatto un L/R e abbiamo angolato le file esterne: 25° la fila esterna, 15° quella centrale, con la fila interna dritta. Ognuna di queste file è configurata in uno standard cardiode end-fired con 5,5 ms di delay sulla colonna centrale di ogni fila e 11 ms sulla prima. 
“Trovo migliore la configurazione end-fired – dice Maxime – anche per l’allineamento temporale; riceviamo più potenza dalla sorgente e quando è ben calibrata non si perdono i sub al centro.
“Io sono qui solo per ottimizzare il sound design in tournée e calibrare il sistema: porto dietro 24 microfoni di misura montati su piastre, con i quali riesco a rilevare e misurare se non tutte, la maggior parte delle zone occupate dal pubblico. È un sistema di misura che ho creato insieme ad un altro collega, Vladimir Coulibre. Include un preampli Midas e un sistema WinAudio MLS con sweep e FFT, tramite il quale riesco a verificare le previsioni fatte in Soundvision

Domenico “Mimmo” Lettini – System engineer 

“Dal banco – spiega Mimmo – arrivano un mix della voce in analogico e un mix voce in AES/EBU, un mix della band analogico e un mix band AES/EBU. Questi sono i segnali principali che poi entrano in un Lake, dal quale distribuisco agli altri Lake posti in regia. Il segnale viaggia tutto su rame. Sotto il palco ci sono due dolly per lato con 18 amplificatori ciascuno, più una cabina per i side ed una cabina per i front-fill centrali. 
“In più ci sono altre cinque cabine di amplificatori, una sotto ogni delay. Per il main, mando solo sui sub KS28 un L/R e da lì Maxime fa la somma per il mono.
Per il main, il segnale che arriva è analogico: L+R per i cluster principali, mentre sui side e sui front arriva un mix di band e voce insieme, sempre fatto con il Lake
“La stessa cosa succede con i delay – continua Mimmo – parto da qui e faccio tutto un giro di segnale così che sotto ogni torre arrivi un mix di voce e band. C’è anche uno spare diretto dalla console che salta tutto il sistema Lake e va direttamente agli amplificatori. 
“In più c’è un mix che arriva dalla console di palco che posso sempre mandare sull’impianto main qualora ci fosse un problema con la console di sala.
“Nel caso di un guasto – spiega Mimmo – la commutazione al segnale dalla sala non sarebbe automatica ma manuale: lascio sempre aperto il segnale analogico della band dal sommatore e il segnale AES/EBU perché Corsello ha una macro sulla console che gli permette di commutare sull’AES/EBU anziché usare il sommatore analogico; ma sulla sulla voce sarebbe più difficile, perché il Lake prende come priorità l’ingresso AES/EBU – cioè, nella mancanza di un segnale AES/EBU può commutare automaticamente all’analogico ma non vice-versa – mentre, nel nostro caso, la priorità è l’analogico. Così dovrei commutare manualmente”. 

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Personale e aziende

Management Giamaica
Manager Floriano Fini
A.D. Daniela Fregni
Legal Department Vittorio Costa
Kom P.A. Massimiliano "Willy" Marano
Press Office Tania Sachs
Accountant Office Elisa Lelli
Giamaica Office Lisa Filippi
Kom Security Nico Degni
Doctor Giovanni Gatti
Kom Personal Trainer Daniele Parazza
Band  
Tromba Frank Nemola
Chitarre Stef Burns
Batteria Matt Laug
Pianoforte/tastiere Alberto Rocchetti
Basso Claudio Golinelli
Chitarre Vincenzo Pastano
Corri Beatrice Antolini
Basso Andrea Torresani
Produzione Live Nation Italia
Presidente Roberto De Luca
COO Antonella Lodi
Production Director Danilo Zuffi
Tour Accountant & Coordinator Laura Palestri
Production Manager Riccardo Genovese
Production Coordinator Francesca Arruzzo
Production Assistant Alessandra Rocco
Site Coordinators Fabio Colasanti
  Paolo Rizzi
Floor Manager Riccardo Rivi
Site Coordinator Piero Chiaria
Tour Coordinator Assistant Ileana Costabile
Interns Maddalena Pippa
  Angelica Perazzoni
IT Managers Daniele Galizio
  Daniele Ferraro
  Daniele Campanella
Carpenters Damiano Pellegrino
  Luca Armaroli
Macchinisti Claudio Alvarez
  Cataldo Alberto Iacona
Security Rep. Cristian Agosta
Lighting Designer Giovanni Pinna
Regia Schermi Marco Piva
Sound Engineer Andrea Corsellini
Monitor Eng. Federico Deddy Servadei
Dressing Room Ass. Marco Godzilla Mortarino
Band Assistant Joel Crema
Stage Left Backliner Michele Brienza
Center Stage Tech Fabio "Hakkah" Oliva
Stage Right Backliner Nicola "Zagor" Trapassi
Backliner Fabio Nuti
Ingegneri Icaro Daniele
  Paolo Perotta
  Francesco Giletto
  Maria Cucchi
Show Design Giò Forma
Set Designers Claudio Santucci
  Florian Boje
  Cristiana Picco
  Luca Bertolotti
Security ATS + Elledue
Rep. Security ATS Fabio Marsili
Security Michele Frasca
Tour Riggers Techne Soc. Coop
Head Rigger Luca Guidolin
Rigger Carlo Barberis
Stage Mngr & Dressing Room Attivi & Creativi Sas
Stage Manager Diego Spagnoli
Dressing Room Ass. Giovanna Caprioli
Audio Agorà
Coordinatore Giulio Rovelli
Sound Designer Orlando Ghini
Sound Designer Maxime Menelec
Sound Designer Domenico Lettini
Mon. Assistant Enrico Belli
FoH Assistant Luca Scornavacca
PA Men Fabrizio De Amicis
  Edoardo Michelori
  Daniele Carillo
  Pablo Consoli
  Nino Vergari
Lighting BOTW srl
Responsabile in tour Fabrizio Moggio
Dimmeristi Daniele Giuliano
  Giovanni Olivetta
Tecnici Luci Corrado Vella
  Giovanni Perez Alcantara
  Cristiano Cenci
  Pietro Cesario
  Nicola Caccamo
Rigger Claudio Emiliozzi
  Giovanni De Santis
Tecnici Luci Francesco Monaco
  Valentino Terzoni
Macchinisti Alessandro Ciardella
  Fabio Massimo D'Antoni
  Alessandro Carconi
  Andrea Giurato
Tecnici Teste Mobili Carlo Venturati
  Massimiliano Presenti
  Alessandro Melegaro
  Andrea Morra
Specialista BlackTrax Marco Di Febo
Video PRG
On-Site Manager Bart De Cleene
Motion Techs Yiannos Vafidis
  Marcin Kryzanski
  Thomas Aerts
Motion Operator James Frederick Johnson
d3 Operator Nicholas Di Fonzo
Video Tech Jeetendranath Lakhai
LED Techs Marco Johannes Willem Gunther
  Stefano Frigoli
Regia Video Except Srl
Line Producer Diego Spalla
Regista Giuseppe Domingo Romano
Produttore Esecutivo Maurizio Vassallo
Operatori Emanuele Cerri
  Giuseppe Talotta
  Dario Menia
  Francesco Mazzotta
  Mauro Gianesini
  Stefano Castiglioni
Mixer Video Marco D'Amelio
Cons. Musicale Alberto Cerchierini
Visual Tech Davide Olivastri
Coord/Op Flavio Baggio
Coord/Tech Andrea Raimondo
CC Davide Furlan
  Alice Bianco
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