Fiorella Mannoia – Combattente Tour 2017

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di Douglas Cole

Il suo primo disco di inediti dal 2012, Combattente, è stato pubblicato a novembre dell’anno scorso, preceduto dall’omonimo singolo a settembre, e, come ci si aspettava da Fiorella, l’album era già certificato platino entro febbraio. La Mannoia era già in tour a dicembre, con 16 date nei teatri italiani in 23 giorni. Questo certo non meraviglia, perché l’artista è essenzialmente stata in tournée costante nei teatri, piazze ed arene dal 2014. Il nuovo disco è stato semplicemente un buon momento per una nuova produzione ed un nuovo nome per la tournée. 

Il Combattente Tour si è poi interrotto per consentire all’artista di partecipare per la quinta volta – ma per la prima volta in 29 anni – al Festival di Sanremo e di pubblicare una seconda edizione del disco Combattente che include non solo il brano con il quale ha partecipato al Festival, Che sia benedetta, ma anche sei altri brani, tra cui le quattro precedenti canzoni sanremesi. 

Sappiamo tutti com’è andato il Festival per la Mannoia quest’anno: un solido secondo posto. Come ha detto l’artista durante il concerto: “Dopo quasi trent’anni, ho deciso di provare ancora e ce l’ho quasi fatta, se non fosse per quella scimmia”.

Chiaramente, come sembra la prassi per Fiorella a Sanremo, la canzone è stata ricevuta molto favorevolmente non solo dal pubblico ma anche dalla stampa e dalla critica (aggiudicandosi il Premio “Lucio Dalla”, conferito dai rappresentanti dei media, e il Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo), come tre decenni fa con Quello che le donne non dicono del 1987 e Le notti di maggio del 1988. Come si dice: sempre la damigella d’onore, ma mai la sposa. Comunque ci piace così: la Fiorella indomita ed indomabile che se ne poteva anche fregare del talent show nazionale – godendo semplicemente di un quarto brano di successo in questo album e appendendo un altro disco d’oro al muro – ha subito ripreso imperturbata il suo calendario strapieno, cantando per sale con posti esauriti.

La tournée avviata a dicembre è infatti ricominciata ad aprile, con altre 29 date nei teatri italiani, alcuni dei quali seconda o terza tappa nelle stesse piazze. Seguirà una serie di 26 date estive, che si concluderà con uno show all’Arena di Verona a settembre. 

Noi abbiamo partecipato alla date del 2 maggio all’Europauditorium a Bologna, il secondo dei tre concerti in questa venue. 

La produzione

Al nostro arrivo in teatro, incontriamo Marco Dacomo, il direttore della produzione, che ci parla dell’organizzazione del tour. 

“La produzione – ci spiega Marco – è dell’etichetta discografica indipendente di Fiorella, Oyà, mentre il tour è distribuito a livello nazionale da F&P Group. Carlo Di Francesco, percussionista, è il direttore musicale, ed ha anche ideato il concept della produzione, con il concetto del visual di Nicola Tallino e Daniele ‘Zed’ Berretta di Viden Studios. Audio, video e luci sono forniti da Agorà. La base del disegno luci è stata progettata da Francesco De Cave, affiancato da Daniele De Santis, operatore in tour.

“Il video è molto presente in questo concerto, con filmati dedicati su ogni brano, ma non ci sono riprese live.

“Il tour è partito a novembre 2016, e andrà avanti in teatro fino a maggio; abbiamo poi diverse date in estiva, circa una trentina; fin adesso ne abbiamo fatte un centinaio.

“Io lavoro dal 2012 con Fiorella e devo dire che, salvo brevi pause, siamo sempre in tour. Abbiamo fatto dalle 80 alle 100 date all’anno. Anche adesso stiamo facendo tutti sold-out, quindi non è il momento per interrompere, vista la grande richiesta. Anche perché l’artista è in grande forma e certamente l’ottima performance a Sanremo ha portato un’ulteriore spinta.

“In tour cerchiamo di avere sempre gli stessi uomini, anche perché Fiorella conosce tutti e ha i suoi riferimenti.

“La produzione è di due bilici, ed entrando alle otto, viaggiando molto, dovendosi adattare a tutte le problematiche dei teatri italiani, alla fine è un tour un po’ stancante, con una quindicina di persone impegnate sui vari fronti.

“Oggi – conclude Marco – abbiamo dovuto ridimensionare un po’ la produzione per la portata dei graticci, ho anche dovuto togliere un’americana: fra floor e tetto ci sono oltre 80 motorizzati, non pochi per i teatri!”

L’audio in sala

Parliamo con Marco Dal Lago, fonico FoH, che si spiega la gestione dell’audio in sala.

“Lavoro ormai da dieci anni con Fiorella – ci dice Marco – dal lato umano lei è fantastica e tutti risentiamo di questo clima di cordialità e serenità. La band ha un grandissimo sound, soprattutto molto vario nelle sonorità. C’è molta ricercatezza negli arrangiamenti”.

Com’è composta la band e cosa arriva dal palco?

Abbiamo una doppia batteria, perché oltre a cassa, tre rullanti, un tom e due timpani, abbiamo i trigger su cassa, due rullanti, tom e due timpani, quindi abbiamo sia i suoni acustici sia i campioni poco realizzabili in live, alcuni molto “anni ‘80”. È bello perché questo dà molta varietà agli arrangiamenti durante il concerto.

Anche il percussionista ha una cassa con un paio di pad triggerati per fare degli effetti, oltre al classico set-up acustico; il bassista è in diretta con la testata e una DI; il tastierista ha piano, Hammond e tastiere: tre macchine stereo; per la chitarra usiamo un ampli mono con un microfono Neumann e degli effetti su una pedaliera Yamaha con cui fa delay e varie cose interessanti.

Per quanto riguarda la microfonatura abbiamo degli AKG C414 come OH, un Telefunken M81 sul rullante, dei D4 Audix sui tom, un microfono con un attacco e medio-basso molto bello, nonché comodo da montare grazie alle sue pinze. Ovviamente ho usato uno schermo in plexiglass per proteggere Fiorella da un volume eccessivo, anche perché i musicisti quando picchiano... picchiano.

Le sequenze le manda il batterista, contengono groove, armonie, archi e leggere backing vocals, quindi solo cose irriproducibili dal vivo, il resto è tutto suonato.

Quali scelte hai fatto per la regia? 

Abbiamo una DiGiCo SD7 aggiornata a Stealth Core 2, quindi molto potente, con i miei plug-in Waves standard: SSL sugli strumenti, come la batteria, per dare un suono più caldo, poi i Kramer sul generale della batteria per comprimere leggermente, oltre ad una compressione parallela molto più cattiva a cui assegno solo cassa, rullante e tom dry per dare un po’ più di attacco, sempre con il Kramer spinto però al limite.

Poi ho un doubler sulle chitarre acustiche e dei tape-simulator, sempre Kramer, sulle tastiere.

Registro tutte le sere con Tracks Live e un HD con un Waves MGB.

Come gestisci la voce di Fiorella?

Sulla voce ho il mio immancabile set-up, con capsula DPA d:facto e trasmettitore radio Sennheiser 5200, il Cranesong che uso come compressore ed emulatore di valvola, un multibanda XTA D2, oltre al multibanda del banco, e la catena di effettistica Universal Audio che ho organizzato con un mio MacMini, più spare, per essere indipendente dalla registrazione. 

Conclude Marco: “La cosa più bella, voglio sottolinearlo, è che in questo tour c’è una grande partecipazione del pubblico; soprattutto al momento del brano di Sanremo c’è una grande eccitazione ed una gran voglia di emozionarsi, ed è questa la cosa più importante, anche al di là dell’aspetto tecnico”.

A gestire l’impianto in sala c’è Stefano Guidoni, PA engineer per Agorà. 

“Abbiamo 24 KARA L-Acoustics e otto sub SB28 – ci spiega Stefano – ma anche dei frontfill Edge Proel. I finali sono nove LA8 con degli spare. Il sistema di solito è dodici per lato, perché abbiamo suonato in venue piuttosto capienti”.

Riuscite sempre ad avere l’impianto appeso? 

Cerco sempre di appendere, e ci sono quasi sempre riuscito, salvo rare eccezioni: ad esempio all’Augusteo di Napoli abbiamo dovuto appoggiare e in quel caso la resa del PA è certamente minore.

E per le frequenze basse?

Cerco sempre di realizzare un arc-delay elettronico con i sub, e finora ci sono sempre riuscito, anche facendo spostare qualche scala o coprendo la buca dell’orchestra; infatti non amo i sub divisi a gruppi, perché la diffusione è molto meno omogenea.

I front-fill sono in mono, anche perché così si accoppiano meglio col PA e si risolvono molti problemi di allineamento e cablaggio.

“Il fonico mi dà semplicemente un LR più uno spare – aggiunge Stefano – tutto in analogico, perché abbiamo il Galileo con cui poi gestisco il segnale: infatti preferisco non usare AES/EBU col Galileo. Per le misure, il software in uso è Smaart”.

Il monitoraggio

Troviamo Adriano Brocca a gestire la regia di palco. 

“Io sono subentrato a Simone Di Pasquale – spiega Adriano – ed ho trovato le sue scelte pregresse a cui ovviamente mi sono adattato; le tecnologie sono le normali di fascia alta: DiGiCo SD7, tutto on-board salvo due riverberi esterni. I musicisti sono tutti in IEM: niente sub sul palco, niente di niente. Fiorella e il chitarrista sono collegati a radiofrequenza, mentre gli altri sono a cavo con gli auricolari; usiamo un sistema MADI Roland S4000.

“Abbiamo molti canali di percussioni acustiche, oltre ad un sistema di trigger totali: pensa che la batteria è totalmente triggerata, ed anche le percussioni hanno diversi trigger; il lato percussivo dell’arrangiamento è molto curato, anche perché, non a caso, il direttore musicale, Carlo Di Francesco, è un percussionista.

“Le sequenze provengono dal PC del batterista, collegate a un Profile LightBridge di MAudio che ha uscite ottiche ADAT; queste entrano in un convertitore RME ADI-648; tutto è sincronizzato via MADI a 48 kHz. Il sistema di back-up è il mio PC, ma non abbiamo mai avuto alcun problema.

“So invece che c’è stato qualche problema, poi risolto da Simone, nella gestione di tutti questi trigger; ma qua ci sono ottimi musicisti, e più il musicista è bravo più è semplice il nostro lavoro.

“Una cosa particolare riguarda il bassista: usa un TecAmp PleasureBoard, in pratica una pedana vibrante con uno shaker; su quel canale va solo il suo strumento ed il bassista ne è entusiasta!”

Per quanto riguarda le radiofrequenze?

È quasi tutto Sennheiser: ho un sistema 2000 e quattro macchine ew300G3

I ricevitori che uso su Fiorella sono dei Sennheiser 3732, con trasmettitore 5200 e capsula DPA d:facto, cioè ormai uno standard, di livello molto elevato.

Quali auricolari stanno usando?

Fiorella usa degli auricolari standard IEM6 di Earfonik, infatti si rifiuta di fare il calco! Batterista e bassista hanno invece LZ12 di LivezoneR41, mentre il tastierista usa Shure.

“Alla fine – conclude Adriano – ho una dozzina di mix. Anche Fiorella non ha richieste particolari: d’altra parte il vero lavoro del fonico di palco è quello di interpretare le richieste dell’artista guidandolo segretamente, perché se dai troppa voce l’artista non ha nulla a cui appoggiarsi ed ha quasi paura di cantare, se ne dai poca rischi di farlo stancare... occorre quindi trovare il giusto compromesso perché sia sereno e a proprio agio per tutto il concerto. Qui Fiorella si diverte e sta cantando benissimo. Alla fine non è niente di particolare: gli artisti vogliono soltanto... sentire bene”.

Lo show visivo

Daniele De Santis, l’operatore luci in tour, ci parla dei fondamenti dello show visivo e dell’illuminazione. 

“Il lighting design di questa ripartenza è stato progettato da Francesco De Cave insieme a me, su un progetto iniziale impostato da Manuel Tallino. Tutto gira su un input dato da Carlo Di Francesco, più o meno modificato anche in previsione del tour estivo che sarà in formato ‘mezza produzione’. Così abbiamo modificato la tipologia dei proiettori con macchine più standard, più facili da ritrovare nelle varie venue estive, anche se, alla fine, il concept iniziale è il medesimo del primo progetto.

“Abbiamo circa un centinaio di proiettori, non pochi per un tour teatrale, anche se stasera manca una truss per motivi logistici”.

Nello specifico quali proiettori avete scelto a questo scopo? 

Abbiamo scelto poche tipologie di proiettori proprio in previsione del tour estivo: Alpha Spot HPE 700 Claypaky, Sharpy e Martin MAC Aura. L’effettistica è realizzata principalmente con gli Sharpy, mentre Spot e Aura sono usati per fare luce e colore, e ovviamente gli spot per i gobo. Su Fiorella c’è soprattutto la luce del seguipersona, anche per non caricare ulteriormente il palco. Fare i puntamenti con gli Sharpy inoltre sarebbe stato complicato per il rischio di abbagliare il pubblico.

Per il controllo, invece?

Tutto è controllato tramite una grandMA2 Light, compresi gli start dei contributi video; tutto programmato in Time Code, anche perché abbiamo avuto il tempo di farlo, aspetto importante in vista del tour estivo per garantire sempre lo stesso show.

I contributi video sono sia grafici sia filmati, alcuni direttamente riguardanti i testi, altri più astratti.

Il Time Code viene dato dal batterista, poi entra nel mio banco luci e passa alla centralina video. È una soluzione che trovo ottima, perché semplifica il lavoro, assicura la perfetta sincronia con la musica e garantisce lo stesso spettacolo tutte le sere. Io, ovviamente, poi devo principalmente gestire l’intensità sulla band e i seguipersona su Fiorella. Abbiamo lavorato molto anche alla fotografia dello show: Fiorella ha sempre un controluce su di lei, ma vuole che anche il pubblico sia sempre presente ed illuminato.

Per quanto riguarda l’uso del video, parliamo con Fabio Ciccone, responsabile video per Agorà.

“Abbiamo due configurazioni di video – spiega Fabio – che adottiamo in base alla venue: 72 m2 è il massimo, che poi riduciamo in base al boccascena e alle graticce; qui abbiamo montato infatti uno schermo 5 m x 10 m, Acronn passo 9 mm.

“L’elettronica è molto semplice, usiamo due sender per avere un back-up anche in caso di rottura, con la trasmissione in fibra ottica. Una particolarità è l’uso, al posto dei media server, di computer Mac dotati del software Madmapper, che permette di mappare porzioni video direttamente su delle superfici, utilizzato molto in architettura, comandato dalla console luci in SMPTE. Avevamo cominciato il tour invernale con schermi LED e proiezioni video miste, e questo era il software migliore per quell’applicazione. Visto che è andato sempre benissimo, abbiamo modificato le uscite per adattare le risoluzioni e abbiamo scelto di continuare ad usarlo anche in questa tranche di tour. Alla fine risparmiamo l’ingombro dei media server usando solo due MacPro per main e spare.

“Il video lavora al 5% della luminosità – aggiunge Fabio – ulteriormente gestito in opacità dal banco, anche perché 50 m2 a piena potenza in teatro illuminerebbero a giorno!”

Lo show

Un concerto della Mannoia è sempre un piacere. Fiorella emana dal palco un grande carisma, seppure non abbia mai atteggiamenti da star, facendo anzi della semplicità e della disponibilità un ulteriore pregio, oltre al suo ovvio e consolidato talento da interprete e cantante. Non perde mai l’opportunità di esprimersi su argomenti non musicali, ma sempre con un tono sincero e discorsivo – in contrasto con altri artisti che toccano temi sociali palesemente per due applausi in più.

La band è in forma e, nonostante la maggior parte degli arrangiamenti sia molto “discografica”, riesce a ritagliarsi dei momenti per esprimersi e divertirsi. Alcuni dei momenti di maggiore impatto, però, sono semplicemente dati dalla voce con accompagnamento scarno o solo di pianoforte. 

L’audio è impeccabile. L’esperienza della squadra di Agorà con l’assetto KARA, ormai standard nei teatri, non si discute, mentre Marco Dal Lago conferma ancora la sua capacità di lavorare con la voce femminile – in questa situazione prettamente in contesto adult contemporary. Inoltre, nonostante gli arrangiamenti “discografici”, il sound mantiene una dinamica che conserva l’energia di un live show. 

Anche se il palco è dominato dallo schermo LED che si estende per tutta la sua larghezza, il video non rappresenta una distrazione da quello che succede in scena. Infatti c’è un ottimo equilibrio tra l’uso dello schermo per contributi grafici in movimento, con filmati abbastanza didascalici su certi brani, e grafiche quasi statiche, come si userebbero con un fondale in interazione con le luci. La squadra responsabile dello show visivo merita anche un plauso per essersi ricordata che il video si può spegnere del tutto, ogni tanto: essendo in teatro, con un numero importante di proiettori, esistono le opportunità di creare ottimi look e affascinanti piazzati, qui ben sfruttati.

Band  
Direttore musicale / percussioni   Carlo Di Francesco
Chitarre Davide Aru
Tastiere /piano Bruno Zucchetti
Basso Luca Visigalli
Batteria Diego Corradin
   
Produzione Oyà
Booking F&P Group
   
Direttore di produzione Marco Dacomo
Tour manager Giuseppe Sainato
Ass. prod / camerini Roberta Casa
Fonico FoH Marco Dal Lago
Lighting designer Francesco De Cave
Concept video Nicola Tallino
  Viden Studios / Daniele Zed Berretta
   
Service Audio/Luci/Video Agorà
   
Crew  
Fonico monitor Adriano Brocca
Backliner Biagio Fumai
  Nicola Trapassi
PA engineer / ass. FoH Stefano Guidoni
Operatore luci Daniele De Santis
Tecnico luci / dimmer Alfonso Mastrangioli
Tecnico luci Damiano Gasparini
Rigger Fabio Galantucci
Operatore resp. Video Fabio Ciccone
Tecnico video Fabrizio Lopes
   
Trasporti Rockroad
  Antonio Celli
Driver Benito Aresta
  Donato Palangio

 

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