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SOUND
&
LITE
n. 133
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SOUND
&
LITE
n. 133
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LIVE CONCERT
Cesare Cremonini
STADI 2018
di Giancarlo Messina
Primo tour negli stadi per l’artista bolognese. Una grande
produzione, tre grandi città, un’ottima risposta del pubblico.
to e curato personalmente ogni aspetto ed ogni
dettaglio dello show, perché nulla fosse lasciato
al caso e perché questo esordio, sempre un po’
rischioso, fosse perfetto. Ci sono riusciti senza
meno, ovviamente anche grazie ai professioni-
sti ed alle aziende che li hanno affiancati, scelti
fra i migliori sulla piazza.
Noi siamo andati a vedere il concerto più roda-
to, cioè l’ultimo, a Bologna, il 26 giugno, per di
più con l’artista che gioca in casa.
Partiamo dalle conclusioni: difficile trovare un
difetto a questo show, se non che il tour è du-
rato solo tre date. Per il resto abbiamo trovato
bellissime e di grande impatto sia le idee crea-
tive sia la loro realizzazione. Tutto ruota intor-
no a dei monoliti, ripresi dalla copertina del di-
sco dal designer
trasformati
in grandi barre video semoventi, capaci di cre-
are vedute prospettiche da
trompe l’oeil
come
giochi da arte iperrealista. Insomma una foto-
grafia estremamente varia, studiata brano per
brano, capace di percorrere e creare atmosfere
sempre diverse, impreziosita dall’incredibile la-
voro video di Gep, di
, e dal disegno luci
davvero innovativo di
Siamo nel campo del video-show, ma forse an-
che oltre.
Altrettanto maniacale l’attenzione per l’audio,
tanto che artista e management hanno addi-
rittura voluto e assunto una figura di propria
fiducia, piuttosto rara nel nostro mondo, che
si occupasse esclusivamente di ogni dettaglio
dell’aspetto audio, come ulteriore garanzia
della bontà dei risultati. Insomma si voleva
evitare il più possibile una situazione in stile
Negramaro a
qualche settimana dopo,
anche perché nel passato qualche scottatura
c’era stata.
Fatto sta che tutto è filato non solo liscio, ma
anche qualitativamente in modo impeccabile,
con il fonico Maurizio Gennari – italiano “ingle-
sizzato” di grande esperienza internazionale –
che ha sfornato un mix molto affascinante, cer-
tamente diverso da quello che siamo abituati
ad ascoltare sul patrio suolo.
Unico aspetto che ci lascia perplessi è l’estre-
ma complessità degli arrangiamenti, a nostro
avviso poco consona ad un grande concerto
live, situazione in cui a noi piace più “il toglie-
re” che “l’aggiungere”: Maurizio ha dovuto
dare il meglio si sé per gestire suoni e suonini
senza sacrificare l’impatto generale, che anzi
arrivava con molta energia.
In mezzo a tutto ciò, la figura di Cesare è emer-
D
opo il nuovo album,
Possibili Scenari
,
Cesare Cremonini ha affrontato per la
prima volta nella sua carriera un tour
negli stadi, apogeo artistico e aspirazione di
chiunque faccia il suo mestiere.
Dopo la cosiddetta data zero a Lignano
Sabbiadoro, luogo dell’allestimento, la carova-
na si è spostata a
, allo Stadio
e al
quindi nelle due più grandi città
italiane e a Bologna, città dell’artista. Solo tre
concerti, ma che hanno avuto un ottimo riscon-
tro da parte del pubblico e possono ritenersi
senza meno un gran bel successo.
Prodotto da Roberto De Luca per
lo spettacolo è stato senza dubbio di al-
tissimo livello, decisamente moderno e curatis-
simo in ogni particolare. Sia Cesare sia il suo
manager storico, Walter Mameli, hanno segui-
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